Domenico
Lanzilotta
Giornalista professionista dal 2008, imprenditore della comunicazione, ho fondato e dirigo City Vision. Insegno Linguaggio giornalistico all'Università degli Studi di Padova e mi occupo di trasformazione intelligente dei territori. Sono founding partner di Blum, società benefit che si occupa di comunicazione dell'innovazione.
Un mestiere fatto di parole, relazioni e comunità
Ogni persona è (anche) un percorso; questo è il mio
Con City Vision accompagno la trasformazione intelligente dei territori
Tecnologia, dati e persone
nello stesso disegno
La trasformazione intelligente dei territori integra soluzioni tecnologiche, dati e intelligenza artificiale, sostenibilità e riduzione delle fragilità — ambientali, sociali, economiche — dei Comuni, grandi e piccoli.
Un nuovo modo di concepire e governare il territorio, ricentrato sulle esigenze delle persone e delle imprese.
Modero, racconto, provoco
Keynote, tavole rotonde, moderazioni
Quello che scrivo
Pezzi, saggi, paper. Editoriali sulla città, una monografia sulle PMI, un paper accademico su community of practice. Tutto in un posto solo.
Costruire relazioni informative: una lettura del Digital News Report Italia 2026
Stimolata dal Digital News Report Italia 2026, una riflessione sul rapporto tra informazione e città intelligente. In un ecosistema dominato da piattaforme, creator e IA, il metodo giornalistico resta decisivo per costruire fiducia, rendere leggibili i cambiamenti e trasformare i dati in conoscenza pubblica.
La provincia come vantaggio competitivo
Una riflessione sul ruolo delle città medie, delle province e dei territori non metropolitani nella trasformazione intelligente del Paese. La qualità della vita può diventare una vera infrastruttura competitiva, se viene progettata insieme a servizi, lavoro, innovazione, prossimità e nuove opportunità.
A Belgrado per parlare di “human-centered cities”
La partecipazione all’Innovation Forum Italy-Serbia di Belgrado è stata l’occasione per portare l’esperienza di City Vision come buona pratica italiana e per riflettere sul passaggio dalla smart city alla human-centered city: tecnologia non come fine, ma come mezzo al servizio delle persone.
La città intelligente non può essere più intelligente di chi la abita
In questo articolo rifletto su un tema che considero sempre più centrale nel dibattito sulle città intelligenti: il rapporto tra innovazione tecnologica e competenze diffuse. Una città è davvero intelligente quando le innovazioni che introduce sono comprensibili, accessibili, sicure e utili per le persone che la abitano.
Progettare il disordine: perché ci servono città con meno confini e più bordi
La città non è una macchina da ordinare in ogni dettaglio, ma un ecosistema vivo fatto di complessità, attriti e imprevisti. Progettare il disordine significa riconoscere questa dimensione e trasformarla in relazioni, adattamento e nuove possibilità per rendere i territori più abitabili e generativi.
Perché sogno una città serendipica
Sogno una città serendipica, che sappia trasformare l’imprevisto in possibilità: un luogo fatto di incontri, spazi accoglienti, creatività, inclusione e natura, dove una strada, un bar o una conversazione possono generare idee nuove e rendere la vita quotidiana più aperta, umana e sorprendente per chi la abita.